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Monthly Archives: July 2013

Brothers in culture

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Sometimes a dream comes true. Although this dream has got an expiration date.
Do you remember my old post about Edison, the florentine bookstore in Piazza della Repubblica, closed last Fall?
There will be a restaurant in its place, another food trap for tourists, like the hundreds that already are at every corner of the historical center.
When I pass by its shuttered windows, I can’t keep myself from sighing. I can’t count how many hours I spent there, browsing books and sipping cappucinos, far from the crowds of tourist who pour
down the streets everyday.
Until something changed: from 12th of July until 15th of September 2013, there will be a temporary Edison, called “La piazza dei libri” in the same location, where writers will come and talk about their works in
a huge gazebo, with a reading area and shelves full of books ready for sale.
The former sales assistants and two florentine publishers: Mandragora and Edizioni Clichy, get the credit for that.
I went to the opening and I met many other readaholics like me. Everyone was touched. It’s a big satisfaction having back a place where you can feed your soul instead another place where you just feed your stomach.
If only our political leaders would realize that inspired people make a difference in this world…

A volte un sogno si avvera. Benchè, come in questo caso, è un sogno con una data di scadenza.
Ricordate un mio vecchio post su Edison, la libreria fiorentina di Piazza della Repubblica, chiusa lo scorso autunno?
Al suo posto sarà aperto un ristorante, probabilmente una nuova trappola per turisti, come quelle che a centinaia già infestano il centro storico.
Mi capita spesso di passare davanti alle vetrine ormai chiuse e non posso trattenere un sospiro ripensando alle ore trascorse lì a sfogliare libri, beatamente lontana dalle folle di visitatori
che assediano quotidianamente le strade cittadine.
Fino a quando qualcosa è cambiato: dal 12 luglio al 15 settembre 2013, ci sarà “La piazza dei libri”, una sorta di Edison estivo, che ha preso vita di fronte alla vecchia sede della libreria.

In un grande e fresco gazebo bianco, con una comoda area di lettura e scaffali pieni di libri in vendita, saranno ospitati una serie di interessanti incontri culturali per tutta l’estate.
L’iniziativa è frutto dell’impegno degli ex-dipendenti Edison e di due case editrici fiorentine: Mandragora ed Edizioni Clichy, che si sono attivate per rendere possibile ciò che fino a poco fa sembrava irrealizzabile.
All’inaugurazione ho incontrato tanti maniaci dei libri come me. Eravamo un po’ tutti commossi: troppo grande era la soddisfazione di riavere indietro la nostra vecchia Edison,
un posto che nutre lo spirito e non solo lo stomaco.
Se soltanto chi ci governa capisse che, a questo mondo, è l’essere ispirati che fa la differenza…

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Only to me! (part 2)

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John White Alexander (1856-1915), A Ray of Sunlight (also known as The Cellist) Un raggio di sole (La violoncellista) 1898

John White Alexander (1856-1915), A Ray of Sunlight (also known as The Cellist) Un raggio di sole (La violoncellista) 1898

Think about a concert, performed by a famous musician. It’s an event in my home town and it’s free.
To be sincere, I’m a kind a stalker of this talented cello player and I’ve attended his performances a few times before around Italy.
I’ve been waiting in line under the sun for more than an hour. It’s almost noon, but I don’t care.
I’m very close to the entrance, so when the door is opened I’ll be able to sit in the front row.
So I don’t dare to move. Pressed in the crowd, I just think that my bottle of still water is all I need to survive.
Suddenly luck is by my side. Some people in front of me leave the queue: it’s too hot for them. They decide to give up.
I just take one step forward and I’m at the front of the queue. I’ve never felt so lucky in my life.
And look who is coming right now! The crowd splits allowing my favorite artist to reach the entrance.
I can’t believe it! I extend my hand to introduce myself and I exclaim “I’m a huge fan of yours, maestro Sollìììma!”
The Maestro totally ignores me.
His agent looks pityfully at me and wisks him away, while all the people around me are in silence.
I feel shocked. I can’t realize what the hell happened.
An old man comes to my aid. “You should have said Sòllima.”
Oh oh! I have been involved in a diplomatic “accentident”!

Pensate al concerto di un musicista famoso. E’ un evento per la mia città e l’ingresso è libero.
In realtà, sono quasi una stalker del talentuoso violoncellista e, quando sono in giro per l’Italia, non perdo mai una sua performance.
Questa volta, pur di vederlo, mi sono messa in fila da più di un’ora. E’ quasi mezzogiorno, ma non m’importa.
Sono vicina all’entrata e sono sicura che, all’apertura delle porte, riuscirò a prendere un posto sotto il palco.
Non oso muovermi. Schiacciata tra la folla, mi faccio coraggio pensando che la mia bottiglietta di acqua naturale è tutto ciò che mi occorre per resistere.
Improvvisamente la fortuna gira dalla mia parte. Un gruppo di ragazzi davanti a me abbandona la coda: il caldo eccessivo deve averli convinti a lasciar perdere.
Con naturalezza faccio un passo avanti ed eccomi in testa alla fila.
Mi sento la creatura più fortunata del pianeta. E guarda un po’ chi sta arrivando ora!
La folla si divide in due per consentire al mio artista preferito di guadagnare l’entrata.
E’ più di quanto sperassi! Rapidamente allungo la mano per presentarmi ed esclamo: “Sono una sua grande ammiratrice, maestro Sollìììma!”
Il Maestro mi ignora.
Il suo agente mi lancia uno sguardo di compatimento e lo trascina via, mentre la folla si zittisce all’unisono.
Sono sotto shock. Non capisco che diavolo è successo.
Un anziano viene in mio soccorso. “Si dice Sòllima!”

Oh oh! Credo di essere incautamente cascata in un “accentidente” diplomatico!