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Monthly Archives: July 2012

My Saturday with Marilyn

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Have you ever been to Fairyland?  I was there last Saturday when I visited the Ferragamo Museum’s exhibit about Marilyn Monroe in Florence.
Needless to say, it’s already a marvelous experience walking through the door of the Ferragamo’s historical building and imagining that Marilyn could have done the same.  But none had warned me that it would have been such an unforgettable moment.
Because you go there thinking that you’ll see a bunch of documents, photos and dresses owned by a famous actress, then you turn the corner and Bang! you can’t believe what you are seeing!
In a big room in front of a screen where Marilyn’s images flowing there are dozens of outfits (mostly the original ones!!!) worn by her on the sets of her movies.  Yes…isn’t it amazing?
I was almost crying with emotion looking at the white silk and chiffon dress of “The Prince and the Showgirl” or the glittering strawberry red gown of “How to marry a millionaire”.
I would rather not dwell on the things that I disliked of the exhibit: for example the installation of Norma Jean’s deathroom.  Come on, who thinks that art is seeing a mannequin (that looks like a cadaver) in a stilized white bed?
I’ve always thought that art is inspired by beauty and not by morbid curiosity about tragic events!

But I will always thank the curators of the exhibit to offer visitors the chance to touch the stuff of their dreams.
That’s why I couldn’t resist and I touched a dress, but I’ll never say which one!

Siete mai stati nel Paese delle Fate? A me è capitato lo scorso sabato, quando sono andata a vedere la mostra su Marilyn Monroe nel Museo Ferragamo di Firenze. E’ inutile specificare che già varcare la soglia dello storico palazzo dei Ferragamo, pensando che anche Marilyn potrebbe aver fatto lo stesso, è molto piacevole, ma nessuno mi aveva avvisato che sarebbe stata un’esperienza tanto memorabile.
Perchè si va alla mostra credendo di vedere una serie di documenti, foto e vestiti che sono appartenuti a una famosa attrice e invece, girando l’angolo, Bang! non puoi credere ai tuoi occhi.
In una grande sala, di fronte a uno schermo che trasmette immagini di Marilyn, sono esposte decine di vestiti (per lo più originali!!!) indossati da lei sui set dei suoi fim. Lo so…non è incredibile?
Per poco non scoppiavo a piangere per l’emozione quando mi sono trovata davanti al candido vestito di seta e chiffon de “Il principe e la ballerina” o a quello rosso fragola tutto glitterato di “Come sposare un milionario”.
Non mi va di discutere su alcune cose di cattivo gusto che ho visto esposte, come un’istallazione della camera in cui Norma Jean morì.
Andiamo, chi può pensare che fare arte significhi infilare in un letto bianco stilizzato un manichino che sembra un cadavere?
A me hanno insegnato che l’arte è ispirata dalla bellezza e non dalla morbosa curiosità che alcuni eventi tragici scatenano!

Ma ringrazierò sempre i curatori della mostra di aver offerto ai visitatori l’opportunità di toccare la stoffa di cui sono fatti i sogni.
Ecco perchè a un certo punto non ho resistito e ho allungato una mano per accarezzare un abito, ma non dirò nemmeno sotto tortura di quale si trattava!

A BB cream for the soul

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I confess that I’m very prone to following trends, expecially for beauty.
These days I’ve started using a BB cream for my face.  For those who lived on another planet in the last year a BB cream,or Blemish Balm Cream, is one of the most popular product in Asia.  It covers skin flaws and improves skin texture.
My BB cream is from the French-South Korean brand Erborian and it’s sold at Sephora in Florence.
Maybe I won’t achieve the gorgeous results featured in Vogue China, July 2012, or the perfection of the iconic Jean Patchett’s face pictured in Vogue 1950, but this cream really works!
Wouldn’t be great if we could use a BB cream for the deep scars of our souls?

My personal BB cream for the soul is writing.  Nothing makes me feel more myself than making up stories for people to enjoy.
It’s pure creativity and instantly brings me joy.  I wish that you discover your personal BB cream as well!  (I’m not talking about skin creams, of course!)

Confesso di avere una debolezza. Non resisto al trend del momento, soprattutto se si tratta di bellezza.
Ultimamente ho cominciato a usare una BB cream sul viso.
Una BB cream, per chi avesse trascorso i mesi scorsi su un altro pianeta, sta per Blemish Balm Cream ed è una piccola meraviglia asiatica che copre le imperfezioni della pelle e al contempo
ne migliora texture e tono. La mia è del marchio franco-coreano Erborian e l’ho comprata da Sephora, qui a Firenze.
Probabilmente non sono diventata perfetta come nelle immagini stilizzate di Vogue Cina di luglio 2012 o in quella ormai iconica che ritrae Jean Patchett nel Vogue 1950, ma la crema, a mio avviso, funziona sul serio. A questo punto mi chiedo se non sarebbe magnifico avere una BB cream anche per le ferite nascoste dell’anima.

In realtà io già ce l’ho e la uso costantemente. La mia BB cream personale, con effetti curativi sul cuore, è la scrittura.
Niente mi fa sentire veramente me stessa, se non quando sono seduta al pc e invento storie che fanno sognare a occhi aperti.
E’ un atto di pura creatività e all’istante cancella ogni malinconia.
Il mio augurio è che possiate trovare la vostra BB cream personale al più presto! (Ovviamente non mi riferisco al gioiellino cosmetico per la pelle!)

A room with a view (in Florence!)

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Don’t ask me why for the past nine years I’ve been spending my summers in Florence.
It’s not very wise, because the weather is terribly hot and humid and you sweat all day long.  But the city is simply astonishing, as described in two of my favorite novels: “A room with a view”, by E. M. Forster, and “The portrait of a lady”, by H. James.
I love taking long walks in the narrow streets in the historical center and I’ve discovered some hidden gorgeous places.
There is a little terrace on the left side of Arno river with an enchanting view on Ponte Vecchio.
I use to go there in the afternoon to see the sunset and to listen to ducks.

Shh it’s a secret…don’t tell anyone!

Non mi chiedete perché, ma sono nove anni che trascorro l’estate a Firenze. Già, proprio i mesi più caldi dell’anno. Sono appena arrivata e la colonnina di mercurio è schizzata oltre ogni limite. Ma tant’è…Firenze comunque è sempre bella, proprio come è descritta in due dei miei romanzi preferiti: “Camera con vista” di Forster e “Ritratto di signora” di James.
Adoro fare lunghe camminate nelle vie del centro e con il tempo ho scoperto dei posticini nascosti che farebbero la gioia di qualsiasi turista.

Uno di questi è una piccola terrazza affacciata sulla riva sinistra dell’Arno, a due passi dal Ponte Vecchio. Andarci al tramonto a guardare il sole che scompare, con il sottofondo delle oche che starnazzano, è un’esperienza imperdibile.

Ma mi raccomando, acqua in bocca! E’ un segreto tra noi…