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Monthly Archives: May 2012

A cascade of pearls

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I am not the kind of girl who thinks that gothic crosses and plastic flowers are a good idea when you want to look classy and chic.  That’s why I jumped for joy after seeing Chanel Spring 2012 show.
There were pearls on models’ dresses, hair and bodies.
I would have bet to have seen even a model with a single pearl under her eyebrows or on her chin.  The effect was stunning, because let’s be honest, nothing gives you an instant glamour more than white, glitzy pearls that shine next to your smile.  Vermeer realized it already in XVII cent. when he painted “Girl with a Pearl Earring” and someone did a movie about it much later.

The best thing is that ninety percent of times you don’t either have to buy them, because you have inheritated them from your old dear auntie!

Non sono proprio il tipo di ragazza che pensa che ricoprirsi di croci gotiche o fiori di plastica sia il massimo dello chic. Questo è il motivo per cui sono impazzita di gioia quando ho visto la sfilata di Chanel per la Primavera/Estate 2012.
C’erano perle ovunque: su capelli, corpi e vestiti delle indossatrici. Mi è sembrato addirittura di vedere qualcuna con una perla gigante sotto un sopracciglio o sul mento. L’effetto era favoloso perchè, siamo onesti, non c’è nulla di più glamour di perle di colore bianco argento che scintillano a qualche centimetro dal tuo sorriso. L’aveva capito anche Vermeer nel XVII sec., quando dipinse la “Ragazza con l’orecchino di perla” e qualcuno molto tempo dopo ci ha fatto un film.

Il bello è che, per il novanta per cento delle volte, non sei neppure costretta a comprarle, perchè la tua simpatica proprozia te le ha lasciate in eredità insieme alle altre gioie di famiglia!

I’m not competing for Miss Universe! So what?

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I’ve always thought that being a lady in my daily life would make me happier and would save my smile from wrinkles.
But clearly not everyone shares my point of view.
Several days ago I went shopping to buy a lipstick. The day was going pretty badly, enough to make me think that hiding in Alcatraz would have been a blast, and I was desperately looking for something that could make me feel better. Instead the seller, who has known me for ages, started pointing at my face, telling me that I had to buy some expensive cream that would make wonders on my terrible defects, that apparently only she could see.
Of course I left the store with empty hands, feeling miserable and ugly.
Luckily at the end my inner voice said wisely: Stop it! You’re not competing for Miss Universe. So what?
The problem is that seller has already lost the competition for the kindest and most positive person in the world.
And, sorry, that’s what really counts.

Ho sempre pensato che comportarsi con signorilità nelle beghe quotidiane, mi avrebbe reso una persona più felice e mi avrebbe salvaguardato da quelle brutte rughe all’ingiù che le persone insoddisfatte hanno ai lati della bocca.
E invece sentite che cosa mi è capitato.
L’altro giorno, alla fine di una giornata di lavoro da incubo che avrebbe reso desiderabile persino un esilio volontario ad Alcatraz, sono uscita per comprare un prodottino di bellezza, che nei miei fantasiosi piani mi avrebbe fatto sentire meglio.
Purtroppo ho trovato ad aspettarmi una vecchia conoscenza, la tipica commessa acida, che dopo aver sprezzantemente additato quelli che sono i difetti del mio viso (difetti che naturalmente solo lei riesce a vedere con la sua impareggiabile vista), mi ha proposto la crema miracolosa che li avrebbe cancellati una volta per tutte. E con una dimostrazione, peraltro non richiesta, mi ha fatto vedere quanto il suo viso sia, al contrario del mio, incredibilmente perfetto e di una bellezza senza uguali.
Naturalmente sono tornata a casa a mani vuote e con il morale a terra, ma poi una vocina dentro di me ha detto saggiamente: “Basta! Non vincerai il titolo di Miss Universo. E allora?”
Il problema è che la commessa acida ha già perso la gara per l’elezione di Miss Gentilezza ed Eleganza. E questo, ne sono sicura, è ciò che conta davvero!

Ooops…

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Everyone of us needs little tricks to escape from a gray day. My “escamotage” (trick), forgive me for the french word but it’s right for this occasion,
is reading something that makes me travel in time and space.
One of my favorite places for my dreamy trips is Paris during dizzy 20s.
Yes, I confess, I’m a sucker for The Great Gatsby and Rodolfo Valentino’s movies. Needless to say I was totally estatic when “The Artist” won the Oscars.
Some years ago, I found a novel that was set in that time and city with a romantic story about an english lady and a charming italian shoemaker. It’s “The shoe Queen”, by Anna Davis. The most interesting thing about it is Genevieve’s fatal attraction for him. You can feel it in every page and at the end you think that you would have desired and chased him as well.
I was so impressed by the story that sometimes I find myself rereading it for the sixtieth time. Oops, I’ve done it again!

Diciamo la verità! Tutti abbiamo i nostri trucchetti per affrontare la triste quotidianità.
Il mio piccolo escamotage, perdonate il francesismo ma non è casuale, è leggere qualcosa che mi permetta di viaggiare nel tempo e nello spazio.
Il mio posto preferito è Parigi nei ruggenti anni Venti. E’ inutile sottolineare che adoro il Grande Gatsby e i film storici di Rodolfo Valentino e che ho esultato quando “The Artist” ha vinto l’Oscar.
Qualche anno fa mi è capitato tra le mani “Le mille luci di Parigi” di Anna Davis, un romanzo ambientato a Parigi negli anni Venti che racconta l’amore di una ricca inglese per un calzolaio snob italiano, dalla vita piena di segreti. Ogni pagina è intrisa della passione fatale che la protagonista nutre per lui ed è un desiderio descritto in modo così reale che, alla fine del libro, sospiri e ti dici che, al posto di Genevieve, la protagonista, anche tu avresti desiderato quell’uomo dal primo istante e gli avresti dato la caccia senza alcuno scrupolo.
Talvolta, tra una cosa e l’altra, mi sorprendo a riprendere il libro dal suo scaffale e a leggere per l’ennesima volta le stesse pagine.
Oops, l’ho fatto ancora!

Let play your inner baby

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I’m a mom of a 1 year old baby so I know what I’m talking about.  Many times last year I got on a carousel and I’m not sure if I enjoyed it even more than my son.  But the fact is that when you are there, something magic happens.  Instantly you forget your miseries and you feel like you are seven and you enjoy the ride.  Maybe it’s the  music, or going around and around, but it makes me feel at peace with the world.

So even if your name isn’t Kate and you don’t get payed to show yourself in a feather fancy dress on a plastic horse, if you have the opportunity, take a ride!

Come mamma di un pargoletto di 1 anno, so di cosa parlo. Sono salita così tante volte quest’anno sulla giostra con i cavalli, che non so dire se piace più a me o a mio figlio. Ma c’è una verità incontestabile: quando sei su una giostra, anche la più innocua, accade qualcosa di magico. Improvvisamente i problemi quotidiani si allontanano e tu ritorni ad avere sette anni e sai che il tuo unico compito è divertirti. Sarà la musica o il lasciarsi trasportare in tondo, ma mi fa davvero sentire in pace con il mondo.

Così, la prossima volta che ti capita, anche se non ti chiami Kate e non sarai pagata per farti vedere su un cavallo di plastica mentre indossi un vestitino chiccosissimo tutto piume, salta su!

I love theatre!

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Sure, I could say that I like going to the theatre. I could admit that admiring the stage from a box seat covered with red velvet is worth the ticket price. In fact, I could go on and on. Wearing a twinkly blinkly dress, as the Cate Blanchett’s one in “Mr. Ripley’s talent”, with cleavage and white gloves is the top of style.  It goes without saying there is nothing more dashing than  realizing with a glance that everyone around you is dressed to kill and your eyes will not be bothered with people with crunchies in their hair, birkenstocks and short trousers.

I’ve said it all. And if there is a show to enjoy too? All the better!

Certo, potrei affermare che mi piace andare a teatro. Potrei aggiungere che guardare la platea da un palco rivestito di velluto rosso vale già il prezzo del biglietto. Senza contare che sfoggiare un vestito luccicoso, come quello di Cate Blanchett ne “Il talento di Mister Ripley”, con cotanta scollatura e guanti candidi d’ordinanza fa dannatamente manuale di stile per debuttanti. Per non citare il bello di guardarsi attorno e vedere che si sono messi tutti in tiro per l’occasione e che per una volta non vedrai gente con le pinze in testa che ciabatta in birkenstock e bermuda al ginocchio.

Be’, ho detto tutto. A questo punto, se c’è anche uno spettacolo da vedere, piove sul bagnato.

The best rescue remedy

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There is something that you can do when everything around you is a mess and you’re about to explode.  Please don’t rush to the nearest pharmacy to buy another pill.  Just breath.  Don’t laugh, I’m serious.  But you have to do it in a proper way.  Close your eyes, put one hand on your stomach and inspire counting until 5 by your nose and expire by your mouth for the same time.  Do it slowly for five, six times until your lungs expand by themself and more oxygen will refresh your soul.  Do it at least at morning and at night before sleeping.  If you are keen to your task, try to imagine an inspiring image of nature. You’ll never regret it!

Questo è un piccolo consiglio per migliorare la giornata, quando improvvisamente tutto precipita e stai per esplodere. Chi sono io per dare consigli?  Una che va in iperventilazione un giorno sì e l’altro pure. Basta il minimo contrattempo e parto in quarta. Ma c’è qualcosa che, quando me ne ricordo, funziona. Prima di tutto, respira. L’importante è farlo nel modo giusto. Chiudi gli occhi, posa una mano sull’addome e inspira dal naso contando fino a 5. Poi espira dalla bocca contando ancora fino a 5. Fallo lentamente e vedrai che alla quinta, sesta volta, i polmoni si apriranno spontaneamente e prenderai un bel respiro. Cerca di ripetere la sequenza almeno due volte al giorno: la mattina e la sera, prima di andare a letto. Se poi sei veramente in gamba, sforzati anche di visualizzare con la mente un’immagine della natura particolarmente inspirante. Se sarai costante, vedrai che risultati!